Il M.A. Olympic Studies è un programma di master completamente accreditato, con 120 crediti, pensato per i professionisti che desiderano continuare a lavorare mentre proseguono gli studi. Questo programma part-time prevede una settimana di studio intensivo per semestre, con sei moduli che esplorano aspetti teorici e pratici del Movimento Olimpico. Tra gli argomenti trattati figurano i media e la commercializzazione, le politiche sportive e le relazioni internazionali.
Per ulteriori informazioni e per presentare la domanda di ammissione, visitare il sito web https://myspoho.dshs-koeln.de/qisserver/pages/cs/sys/portal/hisinoneStartPage.faces e un video tutorial per aiutare i candidati durante l'intero processo.
Per ulteriori domande si prega di contattare j.deszatnik@dshs-koeln.de
Panoramica generale
Il programma implementa un curriculum interdisciplinare di alto livello in Studi Olimpici per favorire i legami tra il mondo accademico e quello olimpico. Ci sono in totale 6 moduli, che coprono sia il quadro teorico che pratico del Movimento Olimpico:
1. Etica, valori ed educazione olimpica
2. Atleti olimpici e sport d'élite in transizione
3. Metodologie di ricerca negli studi olimpici
4. Governance, politica e organizzazioni olimpiche
5. Giochi olimpici - Media e commercializzazione
6. Relazioni internazionali e movimento olimpico
Le opportunità di finanziamento per il nostro programma sono fornite attraverso l'Olympic Solidarity Scholarship Programme, in collaborazione con i rispettivi Comitati Olimpici Nazionali (NOC), non direttamente da noi. Il periodo di candidatura rimane aperto fino al 28 febbraio 2025.
È la vittima numero 425 degli ultimi due anni: una strage per chi pedala.
di Matteo Contessa
Era nata in una terra di ciclisti Sara Piffer, la giovane promessa trentina delle due ruote investita e uccisa da un’automobile venerdì sulla strada Rotaliana interna che collega Mezzocorona e Mezzolombardo. Era nata a Palù di Giovo, il paese di Francesco Moser, tanto per dirne uno. E in quella terra di ciclisti se n’è andata per sempre. Presto. Troppo. Perché a 19 anni, qualunque sia la causa, è comunque troppo presto per morire. Era un’agonista, Sara, e si stava allenando insieme al fratello. Aveva iniziato la sua carriera nel Velo Sport Mezzocorona e nel 2021 si era distinta con un secondo posto nella Madison. Con il Mendelspeck Ge-Man, l'anno scorso aveva vinto a Corridonia, nelle Marche, ed era arrivata seconda nella crono trentina di Verla/Maso Roncador.
L’automobilista che l’ha investita, un signore di 70 anni, ha spiegato che stava sorpassando, ma era abbagliato dal sole e non ha visto i due ragazzi che arrivavano in direzione opposta. Pensava di darsi un’attenuante, con questa spiegazione. Si è invece gettato addosso un’aggravante: in quel tratto la carreggiata non è ampia e già un sorpasso a un’altra automobile era una manovra al limite. Se poi c’era il sole che abbagliava impedendo di vedere se qualcuno arrivava in senso inverso, allora bisognava aspettare di avere piena e chiara visuale prima di avviare la manovra.
Sara Piffer non è la ciclista numero 9 del 2025 a perdere la vita. No, Sara è la numero 425 negli ultimi 24 mesi. Una carneficina. Che in realtà non è iniziata all’inizio del 2023, va avanti da molto tempo prima se pensiamo che Michele Scarponi, insieme a Davide Rebellin senz’altro la vittima più illustre in questa lista, venne falciato mentre si allenava vicino a casa sua, nelle Marche, nell’aprile 2017. Molti ciclisti vengono investiti proprio come Sara Piffer, perché sono figure poco ingombranti nella carreggiata e pedalano ai margini della stessa. Chi è al volante pensa sempre di avere comunque lo spazio sufficiente per passare. Invece lo spazio spesso non c’è e chi è in equilibrio meno stabile ne paga sempre le conseguenze. E quasi sempre si tratta di ciclisti agonisti, perché sono loro che per allenarsi hanno bisogno di percorsi lunghi e tracciati dal fondo stradale regolare. Perciò vanno su arterie frequentate da traffico promiscuo. I cicloturisti usano invece per le loro uscite la rete sempre più ampia e diffusa di piste ciclabili interdette ai veicoli a motore.
In entrambi i casi, chi va su due ruote deve rispettare regole di sicurezza molto stringenti: casco obbligatorio, luci anteriori e posteriori sempre accese, andatura in fila indiana e il più vicino possibile al bordo della carreggiata, abbigliamento fluorescente e catarifrangenti in vari punti della bicicletta per essere visibili a distanza anche in caso di visibilità carente. Ma spesso non basta. Il Codice della Strada italiano, già nella versione precedente all’attuale, prevedeva che in caso di sorpasso debba esserci un metro e mezzo di distanza fra il mezzo a motore e la bicicletta. Ma quasi mai questa distanza viene rispettata. Poi ci sono investimenti, feriti e morti.
Qualcosa bisogna fare, per fermare questa carneficina. Ma non è più solo una questione di regole scritte. E’ una questione culturale, perché il ciclista sulla strada non può essere considerato da chi va a motore il figlio di un dio minore. Ognuno deve fare la sua parte. E il Panathlon International, che in diverse parti del mondo ha numerosi gruppi di ciclisti, non si tira certo indietro. I protocolli d’intesa, anche a a livello nazionale, sono importanti per rendere più sicura la circolazione di chi va in bici. Ma da soli non bastano se non si promuove una diversa cultura fra chi frequenta le strade con mezzi diversi.
. Serve anche altro. Un’idea molto valida sta facendosi strada da qualche tempo e proprio commentando la morte di Sara Piffer le ha dato voce forte il giornalista della Gazzetta dello Sport Luca Gialanella: bisogna partire dai corsi di scuola guida, inserendo lo studio delle regole d’ingaggio fra mezzi a motore e biciclette nei testi di preparazione alla patente e soprattutto nell’addestramento pratico obbligatorio di guida per chi la vuole prendere. Sarebbe il giusto inizio per educare le nuove generazioni di guidatori a pensare le strade come un luogo di coesistenza fra quattro e due ruote.
Intanto il pensiero del Panathlon International va a chi resta: ai suoi famigliari e in particolare al fratello di Sara che pedalava con lei e con lei non potrà più girare in bicicletta. Il dolore è straziante. E tutti quanti noi non possiamo essere solo spettatori di questa carneficina. In Italia e fuori d’Italia.
Gli uffici della Segreteria Generale rimarranno chiusi lunedì pomeriggio 27 gennaio per allerta idrogeologica (arancione dalle ore 15 alle ore 18) e martedì 28 gennaio per allerta rossa (fino alle ore 14) e arancione (fino alle 16)
Con la pubblicazione del bando del PHOTO CONTEST 2025, la Fondazione PI-D. Chiesa in collaborazione con il Panathlon International, dà avvio ad un nuovo progetto di concorso fotografico..
Anche questa volta il concorso si svolgerà nell’ambito del Festival di FOTOGRAFIA EUROPEA (https://www.fotografiaeuropea.it/tema-2025/) e (https://www.fotografiaeuropea.it/fe2025-open-call/) organizzato da “Fondazione Palazzo Magnani” e con la collaborazione di “Fondazione per lo sport del Comune di Reggio Emilia”.
Rivolgiamo a tutti gli organi del Panathlon International, ai Club del PI, ai loro Referenti, e a tutti i panathleti l’invito a promuovere il concorso attraverso tutti i loro canali di comunicazione.
Il concorso ha lo scopo di diffondere la conoscenza del Panathlon International e diffondere sentimenti ed emozioni fra i giovani sportivi. L’iscrizione è gratuita e sono previsti importanti premi.
Il successo del concorso dipende dalla collaborazione di noi tutti.
Il testo del Regolamento – nelle lingue italiana e inglese – è pubblicato nel sito web del Panathlon International (https://www.panathlon-international.org/index.php/it-it/fondazione-domenico-chiesa/2025-photo-contest)
Si è tenuta per la prima volta nella storia del Panathlon International, l’Assemblea Generale Straordinaria in modalità telematica. L’evento si è svolto sabato 14 dicembre alle ore 15:00 (CET), con la partecipazione di ben 196 panathleti, riuniti per discutere il punto principale all’ordine del giorno: l’aumento delle quote di affiliazione al PI per il prossimo biennio. Il Presidente Giorgio Chinellato ha dato avvio ai lavori, nominando il Vice Presidente, il Segretario e gli scrutatori, e ha illustrato le motivazioni che hanno spinto il Consiglio Internazionale a proporre l’aumento. Tra le ragioni principali sono state evidenziate: la necessità di sostenere le attività internazionali del PI, comprese l’espansione e nuovi progetti; l’assenza di incrementi delle quote da oltre vent’anni; l’opportunità di riallineare la quota agli effetti dell’inflazione e di compensare le perdite di incassi dovute alla diminuzione del numero dei soci.
Numerosi Club italiani, americani ed europei hanno espresso il loro sostegno alla proposta, riconoscendo la complessità del momento per i Club, ma comprendendo l’importanza di garantire il proseguimento delle iniziative internazionali. Queste motivazioni non sono state condivise da una parte del Movimento. Alcuni problemi tecnici nella ricezione delle e-mail di voto, talvolta inviate non corrette, hanno provocato un piccolo ritardo nelle operazioni di voto. Questa la sintesi: su 161 club iscritti e 156 ammessi al voto, solo 136 hanno espresso la loro preferenza - 75 contrari; 56 favorevoli; 5 astenuti di cui 2 schede bianche
Il Presidente, preso atto della decisione dell’Assemblea, ha dichiarato che il lavoro del PI verrà riorganizzato alla luce di questa scelta. Ha poi rivolto un ringraziamento speciale a tutti coloro che hanno contribuito con impegno al lavoro dei mesi precedenti e ai partecipanti per la loro presenza.
Concludendo, il Presidente ha formulato i migliori auguri per un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo, dichiarando chiusa l’Assemblea alle ore 17:15.

Lo scorso 11 dicembre il Panathlon International, il Segretario Generale Callo Simona insieme a Rossi Monica Segretaria Amministrativa, hanno partecipato al quarto ed ultimo webinar organizzato dal CIO per il 2024 dedicato alla “Good Governance”. In questa occasione il Focus era “Development & Solidarity”. Oltre al PI erano in collegamento erano presenti altri 40 partecipanti rappresentanti di Federazioni e Associazioni Sportive. Il suggerimento che è nato dopo l’incontro è di creare un programma di Good Governance per prossimo il quadriennio 2025/2028.
Ecco i punti principali trattati che sono ben specificati anche nel Codice Etico del CIO:
Distribuzione delle risorse
Le risorse finanziarie generate dallo sport devono essere reinvestite nello sport, con particolare attenzione allo sviluppo dello stesso e al sostegno diretto o indiretto degli atleti. I proventi finanziari devono essere assegnati in modo equo ed efficiente per garantire gare equilibrate e attrattive, devono essere dedicati a promuovere uno sport equo, inclusivo e diversificato, con un'attenzione particolare alla parità di genere. Le risorse finanziarie devono essere utilizzate attraverso processi chiari e trasparenti, allineati agli obiettivi di sviluppo dello sport ed il principio di solidarietà deve essere un elemento fondamentale nel ripartirle.
Per garantire una gestione responsabile dei fondi, devono essere istituiti meccanismi specifici che consentono di monitorare e valutare l'utilizzo delle risorse da parte dei beneficiari.
Il CIO per tutti questi motivi, controllerà l’uso dei fondi elargiti a 3 livelli ben definiti.
Responsabilità Ambientale e Sociale
Tutte gli organismi sportivi dovranno impegnarsi a minimizzare gli impatti negativi e a massimizzare quelli positivi responsabilizzandosi attraverso anche l’organizzazione di eventi, promuovendo l'uguaglianza di genere, l'inclusione e la diversità; rispettare e promuovere i diritti umani; perseguire l'eccellenza ambientale.
Collaborazione tra Organizzazioni Sportive e Autorità Governative
Le organizzazioni sportive e le autorità governative devono collaborare e coordinare le loro azioni, rispettando le reciproche giurisdizioni e responsabilità, evitando interferenze indebite. Questa collaborazione deve favorire lo sviluppo dello sport a tutti i livelli; sostenere e proteggere gli atleti, contrastando il doping, ogni forma di manipolazione, la corruzione nello sport, così come molestie, abusi e violenze; utilizzare lo sport come strumento per proteggere i giovani dalla criminalità.
I programmi di sviluppo sportivo devono essere progettati per contribuire agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) ed in particolare si dovrà promuovere la creazione di partnership tra organizzazioni sportive, e lavorare per l'espansione e la manutenzione degli impianti sportivi nei Paesi in difficoltà.
Autonomia del Movimento Olimpico
Durante l’incontro si è ribadito che tutte le organizzazioni sportive devono mantenere la propria autonomia e neutralità politica nelle operazioni e nella governance. È fondamentale respingere qualsiasi forma di pressione politica, religiosa o economica che possa ostacolare il rispetto della Carta Olimpica.
Infine, le organizzazioni sportive dovrebbero cercare fonti di finanziamento che siano compatibili con i Principi Fondamentali dell'Olimpismo, promuovendo la diversificazione delle entrate per garantire la sostenibilità e l'indipendenza delle proprie attività.
Insomma, la “good governance” è un'opportunità per consolidare la credibilità. Abbiamo tutti un ruolo da svolgere nei confronti della nostra organizzazione e dei nostri soci.
Durante il Webinar sono intervenuti, portando la loro esperienza nell’attuazione degli adempimenti dei punti fondamentali sulla Good Governance, William Glenwright, Responsabile dello sviluppo globale del Consiglio Internazionale del Cricket, Julie Marks (Gruppo di lavoro sulla sostenibilità) e Saurav Ghosal (co-Presidente, Commissione Atleti) per World Squash Federation.
La riunione è terminata con la promessa di nuovi webinar durante il 2025.
Per ulteriori informazioni questo è il link https://www.ipacs.sport/news/good-governance-webinars-conclude-successfully
Il giorno Sabato 14 dicembre p.v., in occasione dello svolgimento dell’Assemblea Straordinaria, la Segreteria Generale resterà chiusa per motivi tecnici. L'accesso sarà consentito esclusivamente agli addetti ai lavori.
Per partecipare all’Assemblea Generale verrà utilizzata la piattaforma ZOOM WORKPLACE®, e sarà disponibile il servizio di traduzione simultanea in tutte le lingue del PI: italiano, francese, inglese, spagnolo, tedesco e portoghese.
Per accedere alla piattaforma ZOOM WORKPLACE® clicca qui
ID Riunione: 863 4924 1471
Passcode: 524823
Tutte le informazioni possono essere consultate al seguente link:
assemblea-generale-straordinaria-in-videoconferenza-14-dicembre-2024-ore-15-00-cet
Martedì 26 novembre si è svolta la serata di gala dei “beactive awards” alla presenza di Ahrenkilde Hansen, direttore generale per l'Istruzione, la gioventù, lo sport e la cultura della Commissione europea, e Floor Van Houdt, capo dell'unità Sport dell'EAC.
Paul Standaert ha partecipato alla serata di gala e al debriefing in rappresentanza del Consiglio internazionale e del Presidente Chinellato.
Durante la serata di gala sono stati consegnati quattro premi.
Il Prof. Em Thierry Zintz, membro della commissione scientifica del Panathlon, è stato membro della giuria che ha assegnato un premio a:
- Sport Union Austria, Premio per l'istruzione
- Metropole de Lyon Francia, Premio per il luogo di lavoro
- Fundacj Rozwoju Sportu Polonia, premio Across Generation
- Allessio Bernabò Italia, Premio Eroe Locale
La serata è stata seguita da un interessante discorso programmatico dell'ex oro olimpico della scherma, la dottoressa Diana Bianchedi, Chief Strategy Planning &Legacy Milano Cortina 2026.
Come sempre, questo evento è stato un'ottima occasione per entrare in contatto con gli appassionati di sport dei Paesi dell'UE.
La mattina seguente si è tenuto il debriefing della Settimana europea dello sport 2024. Anche quest'anno è stato battuto il record di partecipazione.
In 24 Paesi, 15 milioni di persone hanno partecipato a uno dei 50.000 eventi.
Il Panathlon International è partner di EWOS dal 2015. Dal 2020 i club di PI hanno accelerato la loro partecipazione e i Panathlon Club italiani sono in testa. Più di 20 club italiani hanno organizzato un evento con la partecipazione di EWOS.
Paul Standaert è grato a tutti i club e ai loro presidenti per aver aderito a questa iniziativa europea.
È stato presentato il piano di lavoro per il periodo 2024-2027, incentrato su tre settori:
- integrità e valori nello sport
- dimensione sociale, economica e sostenibile dello sport
- Partecipazione allo sport e attività fisica salutare.
Nel 2025 l'UE celebrerà il 10° anniversario di questa grande iniziativa. Poiché questo sarà un anno speciale per l'EWOS, il Panathlon potrebbe sviluppare un'iniziativa comune che unisca i club di tutta Europa nell'EWOS 2025.

Il più giovane a dirigere la finale del campionato europeo di calcio: “Una bellissima sorpresa la designazione così come il Premio. Mi ispiro al connazionale Vautrot”
di Fabio Monti
Giulio Campanati, milanese, classe 1923, rimane una delle personalità più rilevanti del mondo arbitrale non soltanto italiano. Prima tessera nel 1940, fischietto internazionale dal 1957, dirige 166 partite in serie A dal 1952 al 1966, quando decide di chiudere in largo anticipo la carriera, per iniziare una lunga e prestigiosa carriera dirigenziale. Componente della commissione arbitrale di FIFA e UEFA dal 1968 al 1992, è stato designatore di serie A dal 1968 al 1972 e presidente dell’Associazione italiana arbitri per 18 anni dal 1972 al 1990. Tutto questo non gli ha impedito di affermarsi anche come imprenditore: la sua impresa di mosaici ha curato il rifacimento della pavimentazione della Galleria Vittorio Emanuele nel cuore di Milano e la facciata della Rinascente di piazza Duomo.
Una figura così rilevante non poteva essere dimenticata ed è per questo che tre anni dopo la sua morte, avvenuta nel 2011, è nato il premio «Giulio Campanati», destinato al miglior arbitro dell’Europeo o del Mondiale, distintosi per la qualità delle direzioni durante questi tornei. Il premio così scattato nel 2015 in coincidenza con la Coppa del mondo in Brasile, per scelta dell’Associazione «Amici di Campanati» e della sezione degli arbitri di Milano, con il supporto della Federcalcio e la regia del figlio, Giorgio e l’impulso di un’altra figura fondamentale del mondo arbitrale, Cesare Gussoni. Nell’albo d’oro, si trovano i nomi di Nicola Rizzoli, scelto nel 2014, dopo aver arbitrato la finale tra Germania e Argentina (finita ai supplementari con la vittoria dei tedeschi per 1-0) e nel 2016, dopo l’ottimo Europeo, culminato con la semifinale Francia-Germania 2-0; dell’argentino Nestor Pitana, il fischietto della finale moscovita tra Francia e Croazia (4-2); dell’olandese Bjorn Kuipers, che aveva diretto a Wembley l’ultimo atto di Euro 2020, Italia-Inghilterra decisa ai rigori a favore degli azzurri e di Daniele Orsato, reduce da un grande torneo in Qatar, concluso con la semifinale fra Argentina e Croazia (3-0).
Domenica 17 novembre, prima dell’inizio di Italia-Francia (1-3), ultima partita di Nations League, sul prato di San Siro il premio 2024 è andato al francese François Letexier, protagonista di un grande Europeo in Germania, dove ha diretto Croazia-Albania (2-2), Danimarca-Serbia (0-0) e Spagna-Georgia (4-1, ottavi di finale), prima di superare la concorrenza e di essere scelto dal designatore UEFA, Roberto Rosetti, a dirigere la finale di Berlino tra Spagna e Inghilterra (2-1 il risultato finale, 14 luglio). La decisione dell’UEFA e quella della giuria del premio Campanati, giunto alla sesta edizione, hanno un significato preciso, perché Letexier, bretone di Bédée, nato il 23 aprile 1989, protagonista anche ai Giochi Olimpici di Parigi, è diventato il più giovane arbitro di sempre a dirigere una finale dell’Europeo. Puntare sui giovani per un arbitraggio sempre più in linea con i tempi e con le nuove indicazioni regolamentari, Var compreso, perché è evidente che non si dirige più da soli, anche se l’ultima decisione spetta sempre all’arbitro di campo: questa è l’indicazione che ha fornito la Federcalcio europea. Del resto, il fischietto francese è sempre andato di corsa: esordio in Ligue 1 il 23 gennaio 2016 (record), internazionale dal 1° gennaio 2017, Var nella finale di Europa League del 26 maggio 2021 (Villarreal-Manchester United, con Clêment Turpin arbitro centrale), debutto in Champions League il 14 settembre 2021 (Young Boys-Manchester United). Letexier è stato il secondo arbitro francese a dirigere la finale dell’Europeo, dopo Michel Vautrot, il fischietto di Olanda-Unione Sovietica (2-0) del 25 giugno 1988, a Monaco di Baviera. E non è un caso che si sia realizzato questo passaggio di testimone, perché, come ha spiegato lo stesso Letexier, «Vautrot è da sempre un punto di riferimento per noi ed è proprio al suo modo di dirigere e di rapportarsi con i giocatori che ho sempre cercato di ispirarmi».
Presente il presidente della Federcalcio italiana, Gabriele Gravina, è stato proprio Orsato a consegnare il premio a Letexier, che non ha nascosto la sua emozione: «Sono onorato di ricevere questo riconoscimento e lo sono per tre motivi: perché è il frutto di quanto fatto all’Europeo, insieme con la mia “squadra”; per l’importanza del premio; perché in passato questo riconoscimento era stato assegnato a grandi arbitri. La notizia del premio, quando mi è stata comunicata, ha rappresentato una sorpresa tanto quanto quella di essere stato designato per la finale di Euro 2024». E ha spiegato il suo rapporto con il Var: «Per noi è uno strumento di grande utilità. In termini generali, non ha cambiato il nostro modo di arbitrare, perché il nostro obiettivo è sempre stato quello di dare il massimo, sbagliando il minimo. Però in caso di decisione errata, quella rimaneva e qualche volta io ho dormito male, pensando all’errore commesso. Adesso tutti gli arbitri di campo sanno che c’è un’ancora di salvezza ed è un bel sollievo. Non bisogna prendersela se si viene corretti dal Var, l’importante è che il risultato finale sia al di sopra degli errori».
La storia di Letexier non finisce qui, anzi e non è detto che non possa essere scelto una seconda volta, in coincidenza con il Mondiale 2026.
