19 Giugno 2026 - Una serata dedicata al valore educativo dello sport e al ruolo fondamentale della famiglia nella crescita dei giovani atleti. È questo il tema al centro dell’incontro “La Medaglia Invisibile: il ruolo dei genitori”, organizzato dal Panathlon Club di Enna presso la Sala Elios del Ristorante Garden di Pergusa.
L’iniziativa ha riunito soci, rappresentanti istituzionali e protagonisti del mondo sportivo locale per approfondire uno degli aspetti più importanti, ma spesso meno visibili, del percorso sportivo dei ragazzi: il sostegno quotidiano delle famiglie e il loro contributo alla formazione umana oltre che agonistica.
Momento centrale della serata sono state le testimonianze di tre giovani talenti del territorio: Arianna Sacco, atleta di sci nautico, Giulio Ferrari, impegnato nella pallacanestro, e Antonio Alvano, tennista. Attraverso le loro esperienze personali hanno raccontato quanto la presenza e l’accompagnamento dei genitori siano determinanti nel percorso di crescita, dentro e fuori dal campo di gara.
All’incontro hanno preso parte anche diverse personalità del mondo associativo e istituzionale, tra cui William Tornabene, presidente del Lions Club di Enna, Roberto Pregadio, presidente del Comitato Italiano Paralimpico della Sicilia, Rino Realmuto, presidente del Rotary Club di Enna, e Sara Schembri, responsabile Safeguarding del Panathlon Club di Enna.
A moderare il confronto è stato Francesco Sgrò, vicepresidente del Panathlon Club di Enna e delegato provinciale CIP, che ha coinvolto i partecipanti attraverso una formula originale ispirata al celebre gioco Memory e interamente dedicata ai temi dell’educazione sportiva e del ruolo genitoriale.
Per oltre un’ora il dibattito ha alternato testimonianze, riflessioni e momenti di confronto, offrendo ai presenti l’occasione di approfondire il legame tra sport, famiglia e crescita personale.
L’incontro ha confermato ancora una volta l’impegno del Panathlon Club di Enna nella promozione di una cultura sportiva fondata sui valori educativi, sul rispetto della persona e sulla tutela dei giovani, nella consapevolezza che dietro ogni atleta vi sia una comunità educante composta da famiglie, allenatori ed esempi positivi.
«Educare attraverso lo sport significa costruire il futuro della nostra comunità», ha sottolineato il presidente del Panathlon Club Enna, Lucio Bonasera.